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Tutti ne parlano, nessuno lo fa

“Dov’è finito il sesso nel cinema italiano?”. Tutti ne parlano, nessuno lo fa. Questo è lo strillo di copertina che apre il numero 31 di ‘8 ½ - Numeri, visioni e prospettive del cinema italiano’, la rivista diretta da Gianni Canova e realizzata da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con ANICA e Direzione Generale Cinema del MiBACT. “Il panorama erotico del cinema italiano – dice Canova nell’editoriale – è alquanto desolante: dominano i vuoti, le assenze, le mancanze. Anche quando ci prova, a raccontare la sessualità, e a metterla in scena, il cinema italiano contemporaneo lo fa tra mille impacci, titubanze, ritrosie”. Scopriamo perché, attraverso interventi di Alberto Crespi, Beatrice Fiorentino, Rocco Moccagatta, Marco Simon Puccioni, Paolo Crepet, Andrea Gropplero di Troppenburg, Luca Mastrantonio, Nuccio Guerino Bovalino, Mariarosa Mancuso, Mario Sesti, e interviste a Paolo Franchi, Adriano Gotti, Luca Guadagnino, Rolando Ravello, Matteo Rovere, Valeria Solarino, Roberta Torre, Enrico Vanzina e Giuliana Gamba. In più, pezzo di approfondimento di Davide Ferrario che con Guardami provò un’operazione sul linguaggio, usando la storia di una porno-attrice, ma venne assai poco compreso. Ne ‘L’immagine del desiderio’ dieci critici provano a ricordare le scene di sesso più memorabili del cinema italiano degli ultimi due anni.

Critici e addetti ai lavori fanno ‘comin out’ rivelando due film, uno italiano e uno straniero, che per qualche motivo odiano: tra i più citati Sorrentino, Fellini, Malick. ‘Innovazioni’ è dedicata ai nuovi percorsi del serial italiano, da Rocco Schiavone a The Young Pope, e alle nuove piattaforme di distribuzione come Netflix. Miriam Mauti indaga sulla costruzione del pubblico ‘da documentario’ in tv a partire dal caso di Fuocoammare. La sezione ‘Fatti’ è dedicata a ‘Quanto viaggiano fuori dalll’Europa i film europei e quelli italiani?’. Per ‘Cinema Espanso’ la mostra dedicata all’arte del cartellonista Renato Casaro, il libro di Alberto Crespi ‘Storia d’Italia in 15 film’, e il magazine ‘Credits’, che racconta le storie dai titoli di coda. La sezione ‘Ricordi’ celebra Totò a cinquant’anni dalla morte mentre il ‘Racconto di Cinema’ porta la firma di un membro della redazione, Andrea Guglielmino, che si ispira a Zeder, uno dei tre horror di Pupi Avati, fonte di idee anche per Stephen King e il suo Cimitero vivente. Il Re-print riporta in vita il pezzo ‘Bis della donna fatale’ di Lea Schiavi, da “Cinema Illustrazione” n. 5, febbraio 1938. Il Focus è invece dedicato alla Spagna. Per ‘Internet e nuovi consumi’ si parla ancora di Netflix e delle piattaforme che si stanno avvicinando alla sua modalità di distribuzione contenuti. Tra le rubriche fisse ne parte una nuova dedicata ai trailer mentre ‘Marketing del cinema italiano’ analizza il fenomeno del ‘civic crowdfunding’ che vede i cittadini pagare di tasca propria per permettere il restauro di titoli del passato. Gli anniversari celebrano Paolo e Vittorio Taviani a 50 anni dal loro esordio con Sovversivi (scopriamo perché il titolo è proprio questo, senza l'articolo). Infine provocatorio e fuori dalle righe il punto di vista di Franco Berardi Bifo su ‘Sesso precario nella tecno mutazione’. 
 
 

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